Secondo Al-Akhbar di venerdì 6 novembre 2026, Nabih Berri cerca di ripristinare il dialogo tra Joseph Aoun e Hezbollah. Il quotidiano si basa su fonti politiche non nominate e non riporta alcun progresso.
In un articolo firmato Firas Choufi, dal titolo« Sarà Berri ad avere successo nei suoi sforzi di dialogo? », il quotidiano descrive le pressioni su entrambi i lati per riprendere il commercio.
Accordo sulle condizioni di dialogo
Il giornale afferma che Hezbollah sta chiedendo un ostacolo dal governo sulle decisioni del 2 marzo relative alle sue attività militari e di sicurezza, mentre Joseph Aoun considera questo requisito impossibile da soddisfare. Questa presentazione degli scambi rimane quella di Al-Akhbar, vicino a Hezbollah. Non è un comunicato congiunto delle parti.
Nabih Berri vorrebbe anche un dialogo nazionale sotto gli auspici del Presidente, sostenuto da Walid Jumblatt. Al-Akhbar tuttavia presta a Joseph Aoun una riluttanza persistente. Non sono annunciati incontri.
La linea pubblica di Joseph Aoun
Il giorno prima, Giuseppe Aoun aveva riaffermato il carattere indivisibile della sovranità libanese. In un incontro a Baabda con l’ex ministro e deputato Michel Pharaoh, aveva anche difeso la neutralità positiva per tenere il paese lontano dai conflitti regionali, secondo ilregistrazione delle dichiarazioni.
Il presidente aveva chiesto ai funzionari che cercano un sostegno esterno contro i loro compatrioti di dare priorità al sostegno dei loro concittadini di fronte alla pressione straniera. Queste dichiarazioni pubbliche chiariscono la sua posizione sulla sovranità e sull’unità nazionale. Tuttavia, non confermano i dettagli dei contatti descritti da Al-Akhbar o concludono che qualsiasi mediazione è stata ufficialmente rifiutata.
Il monopolio delle armi rimane al centro del dibattito
Le relazioni seguono anche la dichiarazione congiunta delle ambasciate degli Stati Uniti, del Regno Unito, dell’Australia, del Canada e del Giappone, trasmessa giovedì. Le cinque rappresentazioni sostennero il monopolio delle armi di Stato e la competenza esclusiva dello Stato per decidere la guerra e la pace.
Loroappello ai parlamentari e alle partiriguarda un impegno pubblico a questa linea. Allo stesso tempo, chiede un procedimento giudiziario indipendente nel caso Dahr al-Baydar. La mediazione politica di cui al quotidiano riguarda quindi un clima di confronto che non si limita alle relazioni personali tra i leader: colpisce la competenza dello Stato, delle armi e della condotta della giustizia.
Un’effettiva ripresa del dialogo rimane pertanto confermata dalle parti interessate.


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