Nabih Berri ha riaffermato il suo impegno nella risoluzione del Consiglio di Sicurezza 1701 in una riunione con l’ambasciatore dell’UE in Libano, Sandra De Waele, venerdì 6 novembre 2026. Il Presidente del Parlamento lo presenta come garanzia giuridica del diritto libanese di recuperare l’intero territorio fino a confini riconosciuti a livello internazionale.
L’incontro si è tenuto ad Ain al-Tinah. Secondo relazione pubblicata dal Libano Debatescambi focalizzati sulla situazione in Libano e nella regione, compresi gli sviluppi politici e militari nel sud.
UNIFIL al centro della realizzazione
Il presidente della Camera ha associato questo riferimento legale al ruolo della Forza Intermedio delle Nazioni Unite in Libano. Ha descritto UNIFIL come il quadro operativo per l’attuazione di tutte le disposizioni della risoluzione. Questa posizione, riportata anche da Naharnetcollega quindi la pretesa territoriale libanese al mantenimento di un meccanismo delle nazioni unite sul terreno.
La relazione non riporta alcuna dichiarazione di Sandra De Waele o di un nuovo accordo con l’Unione europea.
Un testo che collega la sovranità e l’autorità statale
Adozione da parte del Parlamento europeo in data 11 agosto 2006 risoluzione 1701 stabilito il quadro per la cessazione delle ostilità dopo la guerra di quell’estate. Riafferma l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza politica del Libano. Esso prevede anche l’estensione dell’autorità governativa all’intero territorio.
Il testo coniuga diversi requisiti: il rispetto della Linea Blu, la distribuzione dell’esercito libanese nel Sud con il sostegno dell’UNIFIL e l’assenza, tra le Litani e questa linea, di armi o di personale armato diverso da quello dello Stato e della forza delle Nazioni Unite. La linea blu è una linea di ritiro identificata dalle Nazioni Unite, non un confine internazionale permanentemente delimitato.
La missione di UNIFIL include il sostegno all’attuazione di questa risoluzione, il monitoraggio della situazione e la segnalazione sulle sue violazioni, secondo la presentazione del suo mandato. L’insistenza di Nabih Berri sul suo ruolo si riferisce così ai mezzi di applicazione del testo, così come il suo valore legale.
Tornando a questo riferimento davanti all’ambasciatore europeo, il presidente della Camera difende una precisa articolazione: la restituzione dei territori rivendicati dal Libano e la piena applicazione di un quadro internazionale che copre anche l’esercizio dell’autorità sovrana dello Stato.


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