Hezbollah respinge l’accordo quadro
Hezbollah respinge l'accordo quadro firmato a Washington tra Libano, Israele e Stati Uniti. In una dichiarazione attribuita al suo segretario generale, lo sceicco Naïm Qassem, il partito accusa le autorità libanesi di aver abbandonato le carte di forza del Libano, di aver accettato negoziati diretti ritenuti favorevoli per Israele e di aver pericolosamente collegato il ritiro israeliano al disarmo della resistenza. Hezbollah sostiene che le sue armi non saranno arrese e che qualsiasi accordo deve iniziare con il ritiro totale dell'occupante.
Smotrich ravviva la paura dell’annessione nel Libano meridionale dopo la guerra; Accordo israeliano-lebanese
Nonostante l'accordo quadro firmato a Washington, le posizioni di Bezalel Smotrich rivivono le preoccupazioni libanesi. Il ministro israeliano ha ribadito la sua chiamata a spingere il confine a Litani e ha difeso il mantenimento di una zona sicura finché Hezbollah non è stato disarmato o addirittura colonizzato la regione libanese. Questa linea mina la lettura libanese di un accordo che dovrebbe portare al ritiro israeliano.
Accordo Libano-Israele: sotto la tensione a Beirut
L'accordo quadro siglato a Washington il 26 giugno tra Libano, Israele e Stati Uniti ha provocato un primo ciclo di reazioni politiche a Beirut. Joseph Aoun, Nawaf Salam e Nada Hamadeh Mouawad lo presentarono come un passo verso la sovranità e il ritorno degli sfollati. Hezbollah, di Hassan Fadallah e Naim Qassem, lo respinge e avverte un rischio di crisi interna. Altri funzionari non sono menzionati per mancanza di una risposta pubblica verificata dopo la firma.









