Ricevuto mercoledì 4 novembre, dal presidente Joseph Aoun al Palazzo Baabda, il primo ministro Nawaf Salam ha avvertito contro il coinvolgimento del Libano in una nuova guerra regionale. Alla fine della loro intervista, ha ribadito che le decisioni sulla guerra e la pace erano esclusivamente responsabilità dello Stato e delle sue istituzioni costituzionali. I due funzionari hanno anche discusso la situazione generale e l’ordine del giorno del Consiglio dei ministri previsto per giovedì 5 novembre, al Grand Sérail.
Conservare il Libano dagli scontri regionali
La dichiarazione del capo del governo si concentra innanzitutto sul rischio di ulteriori incendi nella regione. Nawaf Salam si rifiutò di permettere al paese di confrontarsi al servizio degli interessi esterni le cui conseguenze non poteva sopportare. Essa presenta la protezione del Libano come una responsabilità nazionale che richiede che il suo interesse sia posto sopra tutte le altre considerazioni.
Il Primo Ministro ha ricordato in particolare la gente del Sud, che ha pagato un pesante pedaggio umano e materiale sui conflitti. Ha ricordato la perdita di vita, di mezzi di sussistenza e di alloggio, sottolineando il loro diritto di vivere in sicurezza e di costruire il loro futuro senza ulteriore guerra, lo spostamento forzato e la distruzione.
Il suo avvertimento è accompagnato da un promemoria istituzionale: nessuna decisione che coinvolge il paese in guerra deve sfuggire allo stato. Nawaf Salam rifiuta l’idea che un destino debba essere imposto al libanese senza la loro scelta, o che il loro territorio dovrebbe diventare il luogo di conflitto per conto di altri attori. Esso ha posto la conservazione della sovranità e la protezione della popolazione al centro di questa posizione.
Un avvertimento sulle attività dei gruppi libanesi all’estero
Nella seconda parte della sua dichiarazione, Nawaf Salam ha condannato l’interferenza di individui o gruppi libanesi negli affari interni dei paesi arabi. In particolare, ha preso di mira attività militari che potrebbero minacciare la loro sicurezza, facendo riferimento ad un annuncio da parte delle autorità yemenite.
Il primo ministro non ha nominato un gruppo libanese in questa dichiarazione. Né ha delineato la base per le accuse a cui si riferisce. Il suo intervento esprime una condanna politica di tali attività, che considera nocive al Libano e agli interessi dei suoi cittadini.
Nawaf Salam ha ribadito l’impegno di rispettare la sovranità e la sicurezza dei paesi arabi e di rafforzare le relazioni con loro sulla base della fiducia reciproca. La dichiarazione in tal modo collega la prevenzione di una nuova guerra nel territorio libanese al rifiuto di attività svolte fuori dal quadro dello Stato e che rischia di compromettere queste relazioni.
Hizbullah nega separatamente le accuse su Yemen
In una dichiarazione separata rilasciata il Mercoledì, Hizbullah ha negato la presenza di esperti di partito in Yemen per condurre operazioni militari o per contribuire allo sviluppo di armamenti e la formazione delle forze di Ansar Allah, l’Houthis. Il partito contesta le accuse riportate a questo proposito e sostiene che non si basano su fatti.
Questa negazione costituisce la posizione di Hezbollah. Solo non permette la determinazione dei fatti prescritti. La dichiarazione di Nawaf Salam e la dichiarazione del partito devono quindi essere distinte: il primo condanna le interferenze menzionate dalle autorità yemenite senza nominare i loro autori, mentre il secondo respinge le accuse specificamente miranti a Hezbollah.
Il Consiglio dei ministri si riunirà giovedì al Grand Sérail
La presidenza ha confermato che Joseph Aoun e Nawaf Salam avevano affrontato gli sviluppi in Libano e nella regione, nonché i preparativi per la prossima riunione del governo. Questo incontro è annunciato per giovedì 5 novembre al Grand Serail.
Il rapporto dell’intervista non dettaglia i file all’ordine del giorno e non menziona le nuove decisioni prese a Baabda. La posizione pubblica del primo ministro è, in questa fase, la necessità di tenere il paese lontano da un nuovo confronto e di riservare alle istituzioni costituzionali le decisioni che impegnano la sua sicurezza.
Illustrazione foto: Joseph Aoun e Nawaf Salam, archivio Libnanews. Questa immagine non rappresenta la loro intervista del 4 novembre 2026.


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