Il progetto di istituire un Ministero della Tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale torna alle commissioni parlamentari congiunte lunedì 9 novembre 2026 alle ore 13.00. Le dichiarazioni pubblicate dal Parlamento confermano questo calendario e il numero di testo: il progetto trasmesso dal decreto 1286. Questa riunione dovrebbe continuare la sua considerazione. Non costituisce un voto finale o l’annuncio di un ministero già stabilito.
Nabih Berri convocò quattro commissioni: finanza e bilancio, amministrazione e giustizia, lavori pubblici e trasporti, e tecnologia dell’informazione. Il loro incontro pone il caso all’incrocio di diverse responsabilità. Digital si riferisce all’organizzazione dei servizi, al loro finanziamento e alle regole che disciplinano le decisioni pubbliche.
Ministero dell’AI: un passo parlamentare specifico
La scelta delle parole nell’ordine del giorno è importante. I membri devono « continuare » lo studio del progetto. La riunione del 9 novembre fa quindi parte di una procedura già avviata. Non è sufficiente stabilire il contenuto del testo che potrebbe eventualmente essere adottato.
Un sottocomitato presieduto da Tony Frangié si è riunito il 5 ottobre per discutere dello stesso progetto. Fadi Makki, Ministro di Stato per la riforma amministrativa e Kamal Shehadeh, responsabile della tecnologia dell’informazione e dell’intelligenza artificiale, hanno partecipato all’incontro. Questa presenza sottolinea il legame da costruire tra la trasformazione digitale e il funzionamento dell’amministrazione.
I comitati possono discutere le disposizioni, proporre emendamenti e preparare ulteriori lavori parlamentari. Per conoscere le competenze finali della futura struttura, sarà necessario avere il testo adottato, non solo il suo titolo. Nessun budget, forza o programma di distribuzione è incluso nella convocazione del 6 novembre.
Il nome del dipartimento non definisce i suoi poteri
La creazione di un portafoglio dedicato all’intelligenza artificiale pone una domanda concreta: chi sarà responsabile per i progetti digitali pubblici? Un’amministrazione potrebbe aver bisogno di un contatto centrale per coordinare i propri sistemi. Mantiene anche i propri obblighi, a seconda dei servizi che fornisce e delle informazioni che detiene.
Il problema è chiarire questa distribuzione nei testi. La progettazione di un servizio online, la gestione di un file amministrativo e l’acquisto di software non coprono le stesse responsabilità. La loro possibile riunificazione deve consentire al cittadino di identificare il servizio competente quando una procedura fallisce o quando un dato è errato.
Occorre inoltre distinguere il coordinamento e l’attuazione. Un dipartimento può definire priorità comuni senza gestire direttamente ogni applicazione. Può anche ricevere missioni operative. In questa fase, assegnare uno o un altro modello al progetto libanese supererebbe le informazioni confermate dall’ordine del giorno.
Questa distinzione conta per le amministrazioni esistenti. Il trasferimento di competenze presuppone chi decide, chi finanzia e chi risponde ai risultati. Senza questa lettura, il dibattito può essere limitato alla creazione di una nuova struttura, mentre la sua utilità dipenderà dalle sue relazioni con i servizi già in atto.
I mezzi e le responsabilità al centro del dibattito
Il monitoraggio del progetto deve coprire diversi punti identificabili. La prima riguarda le risorse: stanziamenti, squadre e capacità tecniche. Il secondo riguarda i dati: condizioni di accesso, scambi intergiurisdizionali e responsabilità in caso di incidente. Il terzo riguarda gli appalti pubblici e il controllo dei fornitori.
Questi sono criteri di revisione, non disposizioni già attribuibili al progetto. Essi valuteranno le scelte quando il testo e i suoi emendamenti saranno disponibili. Un solo obiettivo di modernizzazione non informa il costo di una riforma o i mezzi disponibili per attuarla.
L’intelligenza artificiale aggiunge un requisito di controllo. Quando uno strumento è coinvolto nel trattamento di un file, l’amministrazione deve essere in grado di spiegare il suo posto nella decisione. Per il legislatore, quindi, il problema non è solo l’adozione di nuove tecnologie. Esso riguarda anche la responsabilità del servizio pubblico che li utilizza.
Una sessione, due file separati
La riunione del 9 novembre ha incluso un altro punto: una modifica dell’articolo 19 della legge 319 del 2019 sulla regolarizzazione dei reati di costruzione. Questo soggetto ha il proprio percorso e i suoi effetti. La sua presenza nello stesso ordine del giorno non riguarda il futuro ministero digitale.
Il risultato di lunedì sarà preciso: i comitati avranno completato la revisione, modificato il progetto o deciso di proseguire le discussioni? La risposta determinerà il prossimo passo. Fino a questo incontro, il Ministero della Tecnologia e dell’Intelligence Artificiale rimane oggetto di un disegno di legge attualmente in esame.


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