7 novembre 2026
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Ministero dell’AI: il progetto torna in commissione

Il Parlamento ha ripreso lunedì 9 novembre, alle 13.00, la riflessione sulla proposta di creazione di un Ministero della Tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale. Il testo trasmesso dal decreto 1286 è sottoposto a quattro comitati congiunti. Non è un passo finale. La ripartizione delle competenze, dei mezzi e delle responsabilità deve essere valutata sulla base del testo concordato. La nomina deve consentire di conoscere il corso del processo parlamentare, senza assumerne il risultato.

Un ministère de l’IA encore en débat. Photographie d’archives.
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Il progetto di istituire un Ministero della Tecnologia e dell’Intelligenza Artificiale torna alle commissioni parlamentari congiunte lunedì 9 novembre 2026 alle ore 13.00. Le dichiarazioni pubblicate dal Parlamento confermano questo calendario e il numero di testo: il progetto trasmesso dal decreto 1286. Questa riunione dovrebbe continuare la sua considerazione. Non costituisce un voto finale o l’annuncio di un ministero già stabilito.

Nabih Berri convocò quattro commissioni: finanza e bilancio, amministrazione e giustizia, lavori pubblici e trasporti, e tecnologia dell’informazione. Il loro incontro pone il caso all’incrocio di diverse responsabilità. Digital si riferisce all’organizzazione dei servizi, al loro finanziamento e alle regole che disciplinano le decisioni pubbliche.

Ministero dell’AI: un passo parlamentare specifico

La scelta delle parole nell’ordine del giorno è importante. I membri devono « continuare » lo studio del progetto. La riunione del 9 novembre fa quindi parte di una procedura già avviata. Non è sufficiente stabilire il contenuto del testo che potrebbe eventualmente essere adottato.

Un sottocomitato presieduto da Tony Frangié si è riunito il 5 ottobre per discutere dello stesso progetto. Fadi Makki, Ministro di Stato per la riforma amministrativa e Kamal Shehadeh, responsabile della tecnologia dell’informazione e dell’intelligenza artificiale, hanno partecipato all’incontro. Questa presenza sottolinea il legame da costruire tra la trasformazione digitale e il funzionamento dell’amministrazione.

I comitati possono discutere le disposizioni, proporre emendamenti e preparare ulteriori lavori parlamentari. Per conoscere le competenze finali della futura struttura, sarà necessario avere il testo adottato, non solo il suo titolo. Nessun budget, forza o programma di distribuzione è incluso nella convocazione del 6 novembre.

Il nome del dipartimento non definisce i suoi poteri

La creazione di un portafoglio dedicato all’intelligenza artificiale pone una domanda concreta: chi sarà responsabile per i progetti digitali pubblici? Un’amministrazione potrebbe aver bisogno di un contatto centrale per coordinare i propri sistemi. Mantiene anche i propri obblighi, a seconda dei servizi che fornisce e delle informazioni che detiene.

Il problema è chiarire questa distribuzione nei testi. La progettazione di un servizio online, la gestione di un file amministrativo e l’acquisto di software non coprono le stesse responsabilità. La loro possibile riunificazione deve consentire al cittadino di identificare il servizio competente quando una procedura fallisce o quando un dato è errato.

Occorre inoltre distinguere il coordinamento e l’attuazione. Un dipartimento può definire priorità comuni senza gestire direttamente ogni applicazione. Può anche ricevere missioni operative. In questa fase, assegnare uno o un altro modello al progetto libanese supererebbe le informazioni confermate dall’ordine del giorno.

Questa distinzione conta per le amministrazioni esistenti. Il trasferimento di competenze presuppone chi decide, chi finanzia e chi risponde ai risultati. Senza questa lettura, il dibattito può essere limitato alla creazione di una nuova struttura, mentre la sua utilità dipenderà dalle sue relazioni con i servizi già in atto.

I mezzi e le responsabilità al centro del dibattito

Il monitoraggio del progetto deve coprire diversi punti identificabili. La prima riguarda le risorse: stanziamenti, squadre e capacità tecniche. Il secondo riguarda i dati: condizioni di accesso, scambi intergiurisdizionali e responsabilità in caso di incidente. Il terzo riguarda gli appalti pubblici e il controllo dei fornitori.

Questi sono criteri di revisione, non disposizioni già attribuibili al progetto. Essi valuteranno le scelte quando il testo e i suoi emendamenti saranno disponibili. Un solo obiettivo di modernizzazione non informa il costo di una riforma o i mezzi disponibili per attuarla.

L’intelligenza artificiale aggiunge un requisito di controllo. Quando uno strumento è coinvolto nel trattamento di un file, l’amministrazione deve essere in grado di spiegare il suo posto nella decisione. Per il legislatore, quindi, il problema non è solo l’adozione di nuove tecnologie. Esso riguarda anche la responsabilità del servizio pubblico che li utilizza.

Una sessione, due file separati

La riunione del 9 novembre ha incluso un altro punto: una modifica dell’articolo 19 della legge 319 del 2019 sulla regolarizzazione dei reati di costruzione. Questo soggetto ha il proprio percorso e i suoi effetti. La sua presenza nello stesso ordine del giorno non riguarda il futuro ministero digitale.

Il risultato di lunedì sarà preciso: i comitati avranno completato la revisione, modificato il progetto o deciso di proseguire le discussioni? La risposta determinerà il prossimo passo. Fino a questo incontro, il Ministero della Tecnologia e dell’Intelligence Artificiale rimane oggetto di un disegno di legge attualmente in esame.

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