La Commissione europea ha confermato giovedì 5 novembre 2026 restrizioni sulla trasmissione di alcune immagini satellitari. Questa risposta viene dopo un’indagine sui ritardi a Gaza e in parte della Cisgiordania. Bruxelles invoca la tutela degli interessi europei, senza confermare i territori interessati.
In una risposta a un’agenzia di stampa, un portavoce dell’UE ha spiegato che queste misure erano destinate a prevenire possibili minacce. Essa ha dichiarato che queste procedure non sono state rese pubbliche a meno che il Consiglio non abbia deciso diversamente. La reazione conferma così l’esistenza di restrizioni, ma non dettaglia la loro portata o la loro tempistica.
Immagini satellitari: un cambiamento documentato da marzo
L’indagine pubblicata il 29 ottobre da Bellingcat si concentra sulle missioni Sentinel-1 e Sentinel-2 del programma europeo di Copernicus. Il collettivo ha confrontato i tempi di cattura e di disponibilità dei dati. Note un periodo aggiuntivo di circa 24 ore per alcune aree.
Secondo questa analisi, le immagini che coprono Gaza, parte della Cisgiordania, Israele e il Mediterraneo orientale sono state colpite dal 28 marzo 2026. I ricercatori identificano anche le restrizioni nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nel Golfo di Oman. La loro portata varia secondo la missione osservata.
Per illustrare le conseguenze, l’indagine esamina Hebron: le immagini del 26 ottobre non sono state accessibili simultaneamente per entrambe le metà della città. Ciò ha ritardato la verifica della distruzione riportata sul sito. Questo è un risultato attribuito all’indagine, non un riconoscimento da parte di Bruxelles di ogni area della mappa.
Quali dati Copernicus permettono
Il programma si basa sui dati disponibili gratuitamente a ricercatori, imprese e pubblico. Sentinel-2 ottiche osservano superfici terrestri in tredici bande spettrali. Quattro hanno una risoluzione di dieci metri. Le sue applicazioni includono il monitoraggio del suolo, della vegetazione, dell’acqua e del disastro.
Sentinel-1 usa il radar. Permette osservazioni di giorno e di notte, anche sotto le nuvole. Entrambe le missioni forniscono quindi ulteriori informazioni. Non producono un flusso video permanente, e le loro immagini richiedono un’interpretazione adattata alla loro risoluzione.
In un’indagine di un conflitto, è necessario distinguere tra il tempo impiegato e il tempo impiegato per la sua pubblicazione. Un’immagine accessibile oggi può descrivere una situazione precedente. Il ritardo nella trasmissione è quindi aggiunto ai vincoli di passaggio del satellite e, per osservazioni ottiche, a quelli del tempo. Solo non permette di concludere che una scena è stata cancellata o alterata.
Una restrizione alla diffusione, non una scomparsa delle immagini
Il file è circa quando i dati diventano disponibili. Un ritardo limita la velocità di un controllo indipendente, anche quando l’immagine è finalmente accessibile. Questa distinzione è importante per i giornalisti che affrontano testimonianze, video e osservazioni spaziali.
Un precedente è stato rilasciato a luglio per il Golfo di Oman su richiesta degli Stati Uniti. Il testo europeo prevedeva un ritardo nella diffusione per motivi di sicurezza. Successivamente è stato ritirato dalla Gazzetta ufficiale. Alla domanda di questo episodio e del suo ritiro, la Commissione non ha commentato l’agenzia di stampa.
La risposta del 5 novembre non specifica quando le restrizioni attuali termineranno. Lascia anche l’elenco completo dei territori ai quali si applica senza conferma pubblica.


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