Una delegazione libanese guidata dal vice primo ministro Tarek Mitri è prevista a Damasco lunedì 2 novembre. Deve affrontare le questioni siriane in Libano, il controllo delle frontiere e la cooperazione tra i due Stati. In Al Liwaa del 2 novembre 2026, Mitri afferma che le discussioni si concentreranno sulle diverse dimensioni della situazione dei siriani in Libano. Il programma combina così la sicurezza, l’occupazione, l’istruzione e gli affari sociali.
Quattro ministri accompagneranno il Vice Primo Ministro: Ahmad Al Hajjar per gli Interni e i Comuni, Mohammad Haidar per il Lavoro, Rima Karami per l’Educazione e Haneen Sayed per gli Affari Sociali. Secondo Ad Diyar, sono previsti incontri bilaterali con le loro controparti siriane, nonché una sessione ampliata sul ritorno dei rifugiati. È previsto un incontro tra Mitri e il presidente siriano Ahmad Al Charaa.
Spostare le cartelle
La visita dovrebbe estendere i contatti precedenti e preparare nuove fasi di cooperazione. Ad Diyar si riferisce, sulla base di fonti politiche informate, ad una visita di Nawaf Salam a Damasco verso la fine del mese. Le discussioni dovrebbero anche contribuire a preparare una riunione del comitato misto senior e a rilanciare gli accordi tra i due paesi.
Questa dimensione istituzionale attraversa i dossier annunciati. La gestione dei passaggi, la situazione dei prigionieri e il reinsediamento delle famiglie richiedono scambi inter-amministrativi. La presenza di diversi ministri dovrebbe permettere che questi problemi vengano affrontati separatamente, mettendoli insieme nello stesso approccio politico.
Al Liwaa insiste su questo approccio globale attraverso le parole di Mitri. La situazione dei siriani in Libano non è limitata al controllo delle frontiere. Esso ha anche coperto le condizioni di lavoro, l’istruzione dei bambini e le esigenze sociali, che ha spiegato la composizione della delegazione.
Il ritorno dei rifugiati, il principale progetto sociale
Secondo le fonti citate da Ad Diyar, il ritorno deve essere discusso secondo una logica volontaria e progressiva. Il giornale descrive un processo rallentato, tra l’altro, dalla mancanza di finanziamenti internazionali per la ricostruzione nelle regioni di ritorno. Ha anche ricordato la domanda di volontariato sostenuta dall’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati.
Haneen Sayed deve lavorare su nuove liste, in coordinamento con l’UNHCR, così come su accordi logistici e di sicurezza. Rima Karami, da parte sua, deve esaminare le capacità delle scuole siriane per accogliere gli studenti di ritorno. La questione del ritorno si aggiunge quindi a quella dei servizi disponibili nelle località interessate.
Ad Diyar ha fatto riferimento ad un prossimo convoglio volontario nel secondo semestre di novembre, dopo lo sviluppo di un meccanismo aggiornato da parte della delegazione. Questa è una prospettiva condizionale. Il programma dipende ancora dal lavoro annunciato durante questa visita.
Fonti giornaliere presentano abitazioni, ospedali e scuole come elementi centrali di preparazione. Essi descrivono una volontà siriana per facilitare il ritorno, mentre collegano la riabilitazione di attrezzature con la cooperazione internazionale. L’annuncio di una partenza non è quindi sufficiente a regolare le condizioni di ricezione.
Controllo passaggi e condivisione di informazioni
La sezione di confine è principalmente la responsabilità del ministro degli Interni Ahmad Al Hajjar. Ad Diyar riferisce che il commercio dovrebbe concentrarsi sulla lotta al contrabbando, compresi i farmaci, e rafforzare il controllo dei punti di attraversamento.
Questi includono il coordinamento tra servizi di intelligence e scambio di informazioni. Il giornale menziona anche un protocollo che collega il tracciamento dei viaggi alle rotte terrestri e aeree. Queste misure sono tra i temi di discussione; La loro presentazione non vale la pena annunciare un’implementazione già completata.
Questo caso richiede la cooperazione tra i servizi dei due Stati. Lo scopo della visita è quello di esaminare le procedure e le responsabilità di ogni persona, al di là della visualizzazione di un obiettivo comune contro il traffico.
Detainees, un file separato di ritorno della famiglia
Le autorità devono anche discutere la situazione dei siriani detenuti in Libano. Secondo Ad Diyar, circa 264 persone sono già state consegnate in Siria in due onde. Il numero rimanente è stimato dal giornale tra 1,770 e 2.000.
Il giorno si riferisce all’accordo sulla cooperazione giudiziaria firmato il 6 febbraio e all’annuncio del rilascio di 57 persone coperte dalla legge Amnesty n. 70. Queste versioni sono separate dalle remissioni già fatte. I due numeri non descrivono necessariamente la stessa procedura.
Le discussioni annunciate devono esaminare le restanti situazioni e i loro aspetti legali. Questo aspetto non può essere confuso con l’organizzazione di convogli volontari rifugiati. Si riferisce al trattamento dei casi giudiziari e dei meccanismi di cooperazione tra Beirut e Damasco.
La delegazione è così giunta a diversi orari da articolare: gli scambi ministeriali della giornata, la preparazione delle operazioni di ritorno e le prossime riunioni istituzionali.
Fonti
Ad Diyar, 2 novembre 2026, pagina 3; Al Liwaa, 2 novembre 2026, pagina 1.


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