Il Libano sta preparando una denuncia internazionale sui danni ambientali causati dagli attacchi israeliani. In un appello rilasciato il 6 novembre, il ministro dell’Ambiente Tamara el-Zein ha presentato la distruzione registrata tra il 2023 e il settembre 2026 e ha chiesto il supporto per la loro riparazione. L’approccio mira a trasformare la documentazione dei danni in una domanda di responsabilità e di finanziamento.
Il file è ancora in preparazione. L’annuncio non significa che un giudice ha già stabilito passività o che è stata concessa una compensazione. Tuttavia, dà un perimetro concreto a un soggetto che non si ferma con la fine dei bombardamenti: lo stato della terra, dell’acqua e degli ecosistemi su cui gli abitanti dipendono.
Danni ambientali: Figure dipartimentali
Tamara el-Zein ha riportato oltre 16.000 ettari di terreno agricolo e forestale bruciato durante il periodo di segnalazione. Attribuisce questi incendi ai bombardamenti israeliani, comprese le munizioni di fosforo e altri proiettili. Questi dati sono quelli della revisione ministeriale presentata nel suo appello.
Il Ministro menziona anche oltre 550 ettari colpiti nel perimetro della Riserva della Biosfera di Jabal Rihane. Cita diverse altre aree protette o naturali, tra cui Ramiyé, Beit Lif, Wadi Hujair, Debel, Abbassiyé, Tyre, Kafra e Nmeiriyé.
Le superfici indicate non devono essere aggiunte come categorie necessariamente indipendenti. Il bilancio pubblico non fornisce una mappatura dettagliata delle loro possibili sovrapposizioni. Descrive i danni alla terra agricola, alle aree forestali e alle aree protette, senza consentire di calcolare da soli un’area totale supplementare.
Il glifosato e le esigenze di analisi del suolo
Il Ministero sostiene che oltre 2.000 ettari sono stati danneggiati spruzzando di glifosato sui villaggi meridionali. Questa ripartizione è contenuta nella dichiarazione ministeriale. I risultati completi dei campioni, la loro posizione e il metodo utilizzato per definire le superfici non sono attaccati agli elementi consultati.
Per il recupero agricolo, questi dettagli valgono tanto quanto la portata annunciata del danno. Una sola area interessata non fornisce informazioni sulla concentrazione di un prodotto nel terreno, sulla sua evoluzione o sulle sue conseguenze per una particolare coltura. Dobbiamo evitare di trasformare un equilibrio spaziale in una diagnosi uniforme di tutti i prodotti della regione.
Il ministro chiede il controllo degli inquinanti e dei residui delle munizioni nel suolo e nell’acqua. Esso collega questo monitoraggio con la sicurezza della produzione e il ritorno ai campi. La necessità di controllo non significa che un pericolo identico sarebbe stato stabilito su ogni pacchetto.
Esplosioni da studiare, senza annunciare un terremoto
Un rapporto preliminare del Ministero, basato sui dati del Centro Geofisico Nazionale, è invocato anche sulle esplosioni nel Sud. Tamara el-Zein cita Majdal Zoun, la periferia del Castello di Beaufort e la collina di Ali Taher. Descrive segnali simili, nelle misurazioni riportate, a tremori di magnitudine diverse.
Il ministro stesso chiede studi specializzati prima di concludere un effetto sui difetti o sulle attività sismiche successive. Il rilevamento delle vibrazioni causate da un’esplosione quindi non stabilisce che un terremoto tettonico sia stato innescato. Questo punto deve rimanere separato dalla valutazione dei danni a edifici, terreni o ambienti naturali.
Le conclusioni scientifiche richiedono set di misura, incertezze e competenze adeguate. La vicinanza geografica di un difetto, menzionato nella chiamata, non sostituisce questa dimostrazione. La valutazione ambientale deve mantenere questa riserva piuttosto che trasformare i dati preliminari in uno scenario disastroso.
Un caso davanti agli organi internazionali
Tamara el-Zein ha riferito che il danno era stato documentato con il Consiglio Nazionale per la Ricerca Scientifica. Le relazioni sono state presentate al Consiglio dei ministri e i dati sono stati forniti a una missione dell’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Ha anche menzionato il coordinamento con la Commissione Nazionale sul Diritto Umanitario Internazionale.
La preparazione di un reclamo è la fase annunciata. Il materiale reso pubblico non specifica in modo sufficiente la procedura finale, il calendario e tutti i documenti da presentare. Un reclamo internazionale per la riparazione non è confuso con l’inizio confermato di un processo.
Il Ministro intende anche aumentare i costi ambientali e climatici delle guerre nelle discussioni sulla COP31. La documentazione locale e la negoziazione internazionale sono funzioni complementari: creare danni da un lato, alla ricerca di meccanismi di sostegno dall’altro.
Per gli abitanti, il risultato atteso supera il riconoscimento di una cifra. Riguarda la possibilità di tornare alla coltivazione, utilizzando acqua e ripristinando un ambiente sicuro. I prossimi passi dovranno specificare l’effettiva competenza, le esigenze di riabilitazione e i finanziamenti disponibili, senza assumere un risarcimento già acquisito.


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