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Libano meridionale: ondata di scioperi israeliani mortali

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Una nuova escalation militare ha colpito il sud del Libano giovedì 27 agosto nel pomeriggio. Gli aerei e i droni israeliani effettuarono una serie di incursioni contro Arab Salim, Nabatiyah al-Fawqa, Kfar Rummana e le altezze di Ali al-Taher, uccidendo almeno uno e ferendo molti in Arab Salim su una valutazione iniziale. Israele presenta questa ondata di bombardamenti come risposta al lancio, nella notte, di due droni esplosivi Hizbullah contro i suoi soldati schierati in Ali al-Taher, all’interno del territorio libanese. L’esercito israeliano sostiene di non aver subito alcuna perdita. Questo nuovo confronto arriva in un momento in cui la presenza militare israeliana nel sud e le operazioni intorno alla posizione strategica di Ali al-Taher sono già uno dei punti principali di tensione tra Beirut e Israele.

Donna uccisa in sciopero israeliano in arabo Salim

Arab Salim ha subito diversi attacchi israeliani il giovedì pomeriggio. Uno di loro ha toccato una dimora nel centro del distretto di Nabatiyah. Una giovane donna è stata uccisa e diverse persone sono state ferite, secondo i rapporti iniziali dei media libanesi.

La vittima è stata identificata nelle informazioni locali comeSaja Charara. I risultati erano probabili cambiare nel pomeriggio, con sollievo ancora in arrivo dopo i bombardamenti. Diversi scioperi sono stati segnalati successivamente contro la località, che ha aumentato la preoccupazione per gli abitanti e complicato la valutazione immediata del danno.

Il fatto che una dimora nel cuore di Arab Salim è stata colpita immediatamente pone il problema delle vittime civili al centro di questa nuova sequenza. Israele sostiene di aver lanciato le sue operazioni in risposta ad un attacco alle sue forze, ma i bombardamenti hanno colpito diverse aree abitate del distretto di Nabatiyah.

Questa nuova vittima viene dopo diversi giorni di scioperi, esplosioni e fuoco di artiglieria nel sud. La pressione militare israeliana si era già intensificata il 25 e 26 agosto a Tiro, Bint Jbeil, Marjayoun e Nabatiyah.

Tre colpi su Nabatiyah al-Fawqa

Nabatiyah al-Fawqa è stato anche preso di mira da una serie di scioperi. Tre attacchi da aerei da guerra israeliani e droni sono stati segnalati contro la città e i suoi dintorni durante il pomeriggio.

La zona è vicina alle altezze di Ali al-Taher, che è diventato uno dei principali punti di forza del sud. Giovedì mattina, prima dell’ondata di incursioni pomeridiane, gli aerei israeliani avevano già due volte colpito la foresta di Ali al-Taher sulle alture orientali di Nabatiyah al-Fawqa.

Un certo numero di missili altamente esplosivi poi ha causato una detonazione udita in gran parte della regione. Una grande colonna di fumo è stata sollevata sopra la zona. Un altro sciopero è stato segnalato durante la notte tra Zawtar al-Sharqiya e Mayfadoun.

La nuova ondata del pomeriggio non è quindi l’inizio delle operazioni israeliane del giorno. Piuttosto, segna una marcata intensificazione delle attività militari intraprese diverse ore prima intorno allo stesso settore.

Kfar Rummane zona industriale colpita da un drone

Allo stesso tempo, un drone israeliano ha colpito l’area industriale Kfar Rummane. L’attacco ha ampliato il perimetro di bombardamento oltre il Salim arabo e Nabatiyah al-Fawqa e ha mostrato che diversi punti nella zona di Nabatiyah sono stati mirati quasi simultaneamente.

Le prime informazioni disponibili non hanno ancora permesso una valutazione umana definitiva per questo sciopero. Tuttavia, la sua posizione in un’area industriale solleva il problema dei danni alle imprese locali, laboratori e infrastrutture economiche.

Kfar Rummane era già stato colpito da operazioni militari nei mesi precedenti. Il settore Dohat Kfar Rummane aveva, tra l’altro, subito attacchi e attacchi di droni, tra cui un bersaglio di un veicolo questa settimana.

L’aumento degli attacchi in poche ore riflette un cambiamento di intensità dalle operazioni più disperse osservate nei giorni precedenti. Giovedì pomeriggio, diversi aerei israeliani operavano in una zona relativamente concentrata intorno a Nabatiyah.

Bombardamenti intensivi sulle alture di Ali al-Taher

Le altezze di Ali al-Taher sono il cuore militare dell’arrampicata. I bombardamenti israeliani particolarmente sostenuti sono stati segnalati in questa zona, che domina parte della regione di Nabatiyah ed è strategicamente importante a causa della sua posizione geografica.

La zona è diventata uno dei principali scontri tra Israele e Hezbollah nelle ultime settimane. Le forze israeliane sono schierate lì come parte di ciò che Israele chiama una « zona sicura » nel sud del Libano. Questa presenza rimane al centro della disputa con Beirut, che richiede il ritiro delle forze israeliane dal territorio nazionale.

L’importanza di questo punto è essenziale per comprendere la presentazione israeliana degli eventi. Quando l’esercito israeliano sostiene che Hezbollah ha attaccato i suoi soldati, parla di forze israelianeschierato in Ali al-Taher, Libanonon soldati dall’altra parte del confine sul territorio israeliano.

Questa distinzione territoriale è centrale dalla prospettiva libanese. Beirut considera la presenza militare israeliana in queste aree un’occupazione del suo territorio e chiede il suo ritiro in base alle disposizioni negoziate dal giugno.

Israele accusa Hezbollah di aver lanciato due droni

L’esercito israeliano sostiene che il grilletto immediato della nuova ondata di scioperi è un attacco notturno di Hezbollah. Secondo il portavoce, due droni che trasportavano esplosivi sono stati lanciati contro i soldati israeliani nella zona di Ali al-Taher.

L’esercito israeliano aprì il fuoco sull’aereo e abbatté uno di loro. Israele allora sostiene di aver perso il contatto con il secondo drone. Nessun soldato israeliano è stato riferito ucciso o ferito.

Questa versione proviene dall’esercito israeliano. Le informazioni disponibili nel pomeriggio non hanno fornito una conferma indipendente per stabilire le circostanze esatte del lancio dei due aerei. È quindi necessario distinguere l’esistenza degli scioperi israeliani osservati giovedì dall’attribuzione a Hezbollah del lancio notturno, che si basa in questa fase sulle dichiarazioni israeliane.

L’esercito israeliano sostiene anche che diversi attacchi di droni hanno preso di mira le sue forze in Ali al-Taher nel mese scorso. Presenta i suoi bombardamenti come risposta a ciò che ritiene essere i ripetuti tentativi di Hezbollah di attaccare i suoi soldati.

La questione centrale della presenza israeliana in Libano

La formulazione israeliana che le sue forze sono state attaccate in una « zona di sicurezza » maschera un elemento essenziale dalla prospettiva di Beirut: questa zona è all’interno dei confini libanesi.

Israele stabilì una presenza militare in diversi settori del Sud dopo la sua nuova offensiva lanciata a marzo. L’accordo quadro concluso il 26 giugno sotto la mediazione degli Stati Uniti prevede un graduale ritiro israeliano, accanto alla distribuzione dell’esercito libanese e all’insediamento della questione dei gruppi armati.

Tuttavia, l’attuazione rimane incompleta. Due mesi dopo l’accordo, le forze israeliane rimasero presenti in alcune parti del territorio e continuarono le operazioni terrestri e aeree. La distruzione di case e infrastrutture è stata riportata di nuovo questa settimana.

La situazione di Ali al-Taher cristallizza queste contraddizioni. Israele ritiene che il settore sia indispensabile per la protezione delle sue forze e dei suoi confini. Sul lato libanese, la prima domanda rimane quella della presenza delle stesse forze in un territorio il cui ritorno Beirut esige.

« reazione » israeliana nel territorio libanese

Israele presenta i bombardamenti di giovedì come risposta ai due droni attribuiti a Hezbollah. Questa nozione di « reazione » deve tuttavia essere vista nella geografia del conflitto: l’incidente invocato da Israele e i successivi scioperi avvengono entrambi all’interno del Libano.

Questa situazione distingue l’episodio attuale da uno scambio classico di fuoco attraverso un confine internazionale. I soldati che Hezbollah è accusato di aver preso di mira erano essi stessi al culmine di Ali al-Taher, dove Israele mantiene le sue forze.

Il governo libanese sostiene che la stabilizzazione inizia con l’attuazione delle disposizioni per il ritiro israeliano e la distribuzione dell’esercito libanese. Israele, da parte sua, collega il suo ritiro alle garanzie di sicurezza e al disarmo dei gruppi armati, principalmente Hezbollah.

Questa divergenza alimenta un ciclo particolarmente pericoloso. La presenza israeliana crea punti di contatto diretti con Hizbullah all’interno del territorio libanese. Qualsiasi attacco a queste posizioni può quindi servire come giustificazione per ulteriori scioperi israeliani più profondi contro le località meridionali.

Ali al-Taher diventa un punto di confronto importante

La tensione attorno ad Ali al-Taher non risale a giovedì. Israele ha aumentato le operazioni in questa zona nelle ultime settimane, con attacchi di droni, bombardamenti e operazioni contro strutture attribuite a Hezbollah.

La zona ha valore strategico a causa della sua altitudine e posizione a est di Nabatiyah. Israele afferma, tra l’altro, che Hezbollah ha infrastrutture sotterranee e che i combattenti potrebbero ancora trovarlo. Non tutte queste affermazioni israeliane possono essere verificate indipendentemente dalle attuali condizioni di accesso al terreno.

La pressione intorno alla collina è aumentata negli ultimi giorni. Le informazioni rilasciate questa settimana hanno già menzionato la possibilità che Israele potesse consolidare gradualmente la sua presenza nella zona, mentre Hizbullah avrebbe respinto qualsiasi evacuazione delle sue posizioni.

L’incidente del drone, se confermato nelle circostanze descritte da Israele, mostra che questo confronto è probabile che si sposta rapidamente dalla tensione territoriale agli scambi militari diretti.

Un’escalation più grave delle operazioni dei giorni precedenti

Il giorno del 27 agosto segna uno sviluppo preoccupante rispetto alle operazioni osservate dall’inizio della settimana. Il 25 e 26 agosto si sono verificati numerosi bombardamenti, esplosioni, incendi di casa e movimenti corazzati. Tuttavia, le operazioni rimasero diffuse su gran parte della banda di confine.

Giovedì, il confronto si è concentrato su una questione militare chiaramente identificata: Ali al-Taher. Si trabocca poi in diverse località di Nabatiyah, con scioperi su Salim Arabo, Nabatiyah al-Fawqa e Kfar Rummane.

La morte di una giovane donna in arabo Salim aggiunge una dimensione umana immediata a questa escalation. Ricorda che le operazioni presentate come obiettivi militari miranti hanno conseguenze dirette per le popolazioni che vivono intorno a zone di confronto.

Le prossime ore determineranno se Israele ritiene che la sua ondata di scioperi sia finita o se i bombardamenti continueranno. La possibile reazione di Hezbollah è l’altra grande sconosciuta, mentre nessuna de-escalation è stata visibile il giovedì pomeriggio.

L’accordo di giugno ha presentato un nuovo test

Questo confronto si è verificato due mesi dopo l’accordo quadro del 26 giugno. I negoziati sostenuti dagli Stati Uniti erano destinati ad organizzare gradualmente il ritiro israeliano e il ripiegamento dell’esercito libanese. La proliferazione degli incidenti, tuttavia, mostra la fragilità del processo.

La presenza israeliana in Ali al-Taher sembra essere una delle questioni che potrebbero portare ad una più ampia ripresa dei combattimenti. Se gli attacchi contro le forze israeliane nella zona sono ripetuti e se Israele risponde con scioperi contro le località abitate, il meccanismo di de-escalation può perdere rapidamente la sua efficacia.

Per Beirut, la sfida immediata è quella di impedire al Sud di tornare ad un confronto aperto pur mantenendo il requisito di ritiro israeliano. Il governo affronta anche le conseguenze civili delle operazioni, mentre diversi villaggi stanno già soffrendo la distruzione, le restrizioni al movimento e le perdite agricole.

Giovedì 27 agosto, alla fine del pomeriggio, i bombardamenti su Ali al-Taher, Salim Arabo, Nabatiyeh al-Fawqa e Kfar Rummane hanno posto il distretto di Nabatiyah al centro della crisi. L’impatto umano del Salim arabo e la possibile continuazione degli scioperi israeliani rimangono i due elementi immediati da monitorare.

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