Doha propone di finanziare e gestire l’infrastruttura elettrica libanese
Il Qatar sta cercando di rafforzare la sua presenza nel settore energetico libanese attraverso una formula di investimento che potrebbe cambiare le condizioni di finanziamento per le centrali elettriche. Le discussioni con il governo di Nawaf Salam si sono concentrate sull’aggiornamento delle strutture esistenti, sullo sviluppo di nuove capacità produttive e sul coinvolgimento degli investitori stranieri nelle operazioni infrastrutturali. L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre le immediate esigenze di finanziamento dello Stato, mentre il settore dell’elettricità rimane uno dei principali ostacoli alla ripresa economica del paese.
I colloqui hanno assunto una dimensione politica aggiuntiva con la visita a Beirut del primo ministro e ministro degli affari esteri del Qatar, Mohammed bin Abdelrahmane Al Thani. Le discussioni hanno riguardato investimenti, infrastrutture e cooperazione energetica. Il governo libanese vuole attirare capitali per finanziare le attrezzature necessarie senza imporre nuove spese iniziali significative sul Tesoro. Questa direzione viene come le finanze pubbliche rimangono indebolite dalle conseguenze della crisi economica.
La formula proposta si basa, tra l’altro, su un meccanismo per la costruzione, l’esercizio e il trasferimento di proprietà. In questo modello, un investitore finanzia la costruzione o l’ammodernamento di un’infrastruttura, la gestisce per un periodo definito contrattualmente, e poi trasferisce la proprietà allo stato. L’interesse per il Libano risiede nella possibilità di sviluppare la sua capacità elettrica senza finanziare direttamente tutti i lavori fin dall’inizio. In cambio, le condizioni operative, le tariffe e le garanzie accordate agli investitori diventano decisive.
Tuttavia, a partire dal 23 ottobre 2026, le discussioni non hanno permesso di considerare che tutti i progetti menzionati erano soggetti a contratti finali. L’informazione disponibile stabilisce l’esistenza di un approccio cooperativo e di proposte di investimento. Essi non confermano un programma di costruzione completo o un importo totale definitivamente commesso.
Deir Ammar e Zahrani nel cuore dei progetti di produzione
I progetti energetici menzionati nelle discussioni con il Qatar fanno parte di una riflessione più ampia sulla modernizzazione delle capacità produttive libanesi. Deir Ammar, nel nord del paese, e Zahrani, nel sud, sono tra i siti strategici regolarmente associati a progetti di sviluppo elettrico.
Una proposta dettagliata precedentemente menzionata prevedeva la costruzione di due nuove centrali a gas naturale, ognuna con una capacità di 825 megawatt. Il potere totale proposto raggiungerebbe quindi 1.650 megawatt. Gli impianti utilizzerebbero la tecnologia a ciclo combinato per generare energia elettrica da turbine a gas mentre recuperavano parte del calore per alimentare una turbina aggiuntiva.
Questa tecnologia è di notevole interesse economico. Generalmente consente di ottenere una migliore efficienza energetica rispetto a una stazione di calore convenzionale che opera in un unico ciclo. Il consumo di carburante necessario per produrre la stessa quantità di energia elettrica può quindi essere ridotto, in base alle caratteristiche tecniche degli impianti e alle loro condizioni operative.
L’istituzione di due impianti di questa dimensione altera in modo significativo la capacità teorica di produzione del Libano. Tuttavia, la loro capacità installata non corrisponderebbe automaticamente a una quantità equivalente di elettricità permanentemente disponibile. La produzione effettiva dipenderebbe dall’approvvigionamento di carburante, dalla manutenzione, dal funzionamento della rete e dalle condizioni operative.
Questa proposta tecnica va anche distinto dagli impegni confermati nelle discussioni più recenti. Le caratteristiche di 825 megawatt per pianta appartengono a un progetto precedentemente menzionato. Le prove verificate entro il 23 ottobre non indicano che queste capacità sono state definitivamente contratte.
Il gas naturale come condizione essenziale per l’ammodernamento
Il problema del carburante è uno dei principali temi del progetto. L’ammodernamento delle centrali elettriche a base di gas naturale richiede una fornitura costante a un costo compatibile con la capacità finanziaria del settore elettrico libanese.
Le proposte di cui sopra includevano un possibile accordo di approvvigionamento di gas naturale liquefatto di 20 anni. Hanno anche previsto l’installazione di un’unità galleggiante per ricevere il gas liquefatto, immagazzinarlo e convertirlo in uno stato gassoso prima del suo utilizzo nelle centrali elettriche.
Tale infrastruttura potrebbe ridurre l’affidabilità a determinati combustibili liquidi, ma richiederebbe adeguate strutture portuali, connessioni e impegni contrattuali a lungo termine. I prezzi del gas, i volumi acquistati e gli obblighi di pagamento sarebbero quindi elementi essenziali del costo finale dell’elettricità.
Anche l’uso del gas naturale non risolve le difficoltà della rete elettrica. Anche se gli impianti hanno un combustibile sufficiente, l’elettricità deve essere trasportata e distribuita in condizioni tecniche e finanziarie soddisfacenti. Le perdite sulla rete, le connessioni irregolari e le difficoltà nel recupero delle fatture continuerebbero ad influenzare i ricavi del settore.
Il governo deve quindi collegare gli investimenti nella produzione con le riforme di distribuzione. Senza questo coordinamento, un aumento della capacità installata potrebbe temporaneamente migliorare l’offerta senza garantire un equilibrio finanziario sostenibile nel sistema.
Anche le energie rinnovabili
La cooperazione energetica con il Qatar non è limitata alle centrali termiche. Un accordo annunciato tra QatarEnergy e TotalEnergy riguarda anche lo sviluppo di un impianto solare in Libano. Questa iniziativa fa parte dell’iniziativa di diversificare le fonti di produzione e ridurre gradualmente la dipendenza dai combustibili importati.
I progetti di energia rinnovabile sono di particolare interesse per un paese la cui fornitura di elettricità rimane altamente esposta ai prezzi energetici internazionali. L’elettricità solare consente di produrre senza consumi di carburante diretti durante il funzionamento degli impianti. Tuttavia, richiede un investimento iniziale e un’organizzazione appropriata della rete.
Lo sviluppo solare non sostituisce immediatamente le centrali elettriche convenzionali. La sua produzione varia a seconda della luce solare e delle ore del giorno. L’integrazione delle grandi capacità richiede quindi risorse aggiuntive, comprese le installazioni pilota e eventualmente i sistemi di stoccaggio.
Le precedenti proposte energetiche hanno anche fatto riferimento agli investimenti in energia eolica e batterie. Questi elementi riflettono una riflessione sulla diversificazione del sistema elettrico. Tuttavia, essi non dovrebbero essere confusi con progetti il cui finanziamento e la cui tempistica sarebbero già definitivamente approvati.
Una formula finanziaria che evita gli investimenti iniziali, ma non gli impegni futuri
L’argomento principale presentato a favore della partecipazione del Qatar riguarda il finanziamento. Il governo desidera favorire progetti in cui gli investitori dovrebbero sostenere i costi di costruzione o modernizzazione prima di recuperare i loro investimenti durante il periodo operativo.
Questo approccio potrebbe limitare le immediate esigenze di finanziamento del Fondo consolidato. Tuttavia, non significa che l’elettricità prodotta sarebbe gratuita per lo Stato. Il contratto deve necessariamente prevedere le condizioni di remunerazione dell’investitore, che siano pagamenti relativi alla produzione, alla disponibilità di strutture o ad altri impegni commerciali.
La durata dei contratti è anche un problema importante. Un accordo a lungo termine può offrire visibilità finanziaria all’investitore, ma coinvolge anche le autorità pubbliche nel corso di diversi anni. Le clausole relative alle tariffe, alle garanzie, alle interruzioni di produzione e a qualsiasi compensazione devono quindi essere esaminate con attenzione.
Per il Libano, la sfida è garantire gli investimenti evitando la duplicazione degli squilibri finanziari. La trasparenza delle procedure di aggiudicazione e la capacità dei regolatori di monitorare gli impegni contrattuali saranno cruciali.
La partecipazione di investitori stranieri potrebbe aiutare a modernizzare le infrastrutture. Tuttavia, la sua efficacia dipenderà dalla qualità dei contratti, dai costi di produzione e dalla capacità dello Stato di organizzare il settore in modo sostenibile.
Nawaf Salam vuole accelerare le decisioni sull’elettricità
La questione energetica rimane una priorità del governo. Nella riunione del Consiglio dei ministri del 22 ottobre, Nawaf Salam ha annunciato la sua intenzione di dedicare una sessione specifica all’elettricità nelle prossime due settimane. Un altro incontro è stato quello di affrontare la gestione dei rifiuti.
Questo annuncio mostra che le discussioni con i partner stranieri devono ancora essere accompagnate da decisioni governative. In particolare, i progetti di investimento richiedono una precisazione delle responsabilità amministrative, delle condizioni di finanziamento e delle procedure operative.
Anche il ministro dell’energia Joe Saddi è al centro di questi sforzi. Il suo dipartimento deve esaminare le proposte tecniche e la loro compatibilità con le esigenze del paese. L’attuazione di nuovi impianti richiede il coordinamento delle scelte energetiche con capacità di rete e obiettivi di riforma.
Le discussioni con Doha fanno parte anche di una ricerca più ampia per i partner regionali. Il Libano ha anche esplorato le opportunità di cooperazione con altri paesi per migliorare l’approvvigionamento energetico.
A partire dal 23 ottobre 2026, l’iniziativa Qatar rappresenta quindi una significativa opportunità di investimento, ma la sua portata finale dipende ancora da decisioni contrattuali e governative. Le proposte per centrali elettriche, gas naturale e energie rinnovabili dovranno essere distinte dai progetti effettivamente approvati.
Il prossimo passo decisivo sarà la definizione dell’infrastruttura selezionata, della sua capacità, dei costi e degli obblighi finanziari associati. Questi elementi misurano se la cooperazione con il Qatar può contribuire ad un aumento costante della produzione di elettricità libanese.


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