
No, lo spettro della guerra civile non torna in Libano.
Questo è un bellissimo richiamo che i libanesi hanno capito che cosa costa la laccio di una guerra civile.
No, l’irresistibile tentazione di Israele di incrostare il sud non è finita.
Sì, nei suoi negoziati con l’America, la Repubblica Islamica dell’Iran continua a chiarire che la parte meridionale del Libano era in effetti la sua caccia sorvegliata, una carta padronale che ha voluto con deliziare contro un Donald Trump vulnerabile da un desiderio incontrollato di trovare una via d’uscita dalla guerra.
Quindi no, l’accordo quadro di Washington tra Libano e Israele purtroppo non allenta la tenaille machiavellica
che tiene il Libano, nonostante lui, prigioniero di una guerra regionale che non è sua.
Il Libano può emanciparsi solo una volta che lo Stato è sovrano.
Lo stato sarà sovrano quando riuscirà ad adottare una politica di difesa assunta allo stesso modo di tutti i paesi liberi e indipendenti.
Il Libano sarà un paese libero e indipendente solo quando ha un esercito che è attrezzato, addestrato e priorità per servire la nazione.
Questo esercito che tutti i cittadini, desiderosi di cittadinanza, chiedono i loro desideri, non può essere costruito senza un aiuto massiccio dall’Europa,
paesi arabi, organizzazioni e vari organismi internazionali..
La guerra civile aveva distrutto lo stato in Libano. Hezbollah, a beneficio dell’Iran, ha prosperato sulle sue rovine.
Israele ha smesso di sfruttare le sue mancanze e di violare l’integrità del suo territorio.
Solo la sovranità del suo Stato può portare la pace in Libano.
Tutto il resto è fumo!
Mona Makki
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